Cookie: In regola con la normativa?

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Dallo scorso 10 Gennaio 2022 tutti i titolari di siti web, in particolare gli e-commerce, dovevano adeguarsi alle nuove Linee guida sui cookie!

Per le aziende che ancora non si sono messe in regola c’è il rischio di una sanzione fino al 4% del fatturato annuale.

Da alcune settimane sono iniziate le ispezioni per verificare che se i siti web abbiamo adottato i provvedimenti necessari, facilitando gli utenti, che navigando sui loro siti, possono avere la possibilità di rifiutare tutti i cookie chiudendo il banner con un semplice clic sulla classica X senza subirne la riproposizione dopo il rifiuto.

Uso illeggittimo

Dal punto di vista giuridico, le aziende non potranno più usare cookie e altri strumenti di tracciamento sulla base del “legittimo interesse”; in altre parole dovranno sempre chiedere il consenso dell’utente. Unica eccezione: i cookie che non tracciano e non profilano. Quelli tecnici e assimilabili a loro, qui compresi anche quelli analitici (analytics) a patto che forniscano solo statistiche aggregate, quindi non traccino in alcun modo il singolo utente o computer, cellulare (niente indirizzo IP). Comunque l’uso di questi cookie deve essere comunicato nell’home page o nell’informativa generale del sito. Per i cookie di profilazione, tracciamento le nuove regole impongono una informativa in linguaggio semplice, resa anche in modalità multilayer e multi channel. L’utente deve poter chiudere il banner-informativa con un clic su una bella X ben visibile e questo clic equivale al rifiuto di tutti i cookie e altre tecniche di profilazione. Deve essere un comando per accettare i cookie e un link per scegliere in modo analitico cosa accettare e cosa rifiutare. E, come detto, l’azienda deve memorizzare questa informazione e non riproporre più la richiesta di consenso per almeno sei mesi. (fonte Ilsole24ore)

Ricordiamo che è vietato fare uso dello scrolling come accettazione della cookie policy, infatti i dati di accettazione devono essere registrati e se a qualcuno sembra banale, basta ricordare che l’autorità sulla privacy ha sanzionato Facebook e Google per 60 e 150 milioni di euro.

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